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Ministro per la pubblica amministrazione e l…

Pages: 41
Language: italian
Created: Fri May 30 10:03:56 2008
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     Ministro per la pubblica amministrazione e
                     l'innovazione

  LINEE PROGRAMMATICHE SULLA
     RIFORMA DELLA PUBBLICA
         AMMINISTRAZIONE

          - Piano Industriale -
Bozza: Primo Progress            Mercoledì, 28 maggio 2008
PREMESSA
                      PREMESSA

Il tema della modernizzazione della Pubblica
Amministrazione è cruciale per il Paese nel suo
complesso:
­ non solo per le rilevanti dimensioni "quantitative" in gioco in
  un momento di evidente e grave gracilità competitiva del sistema
  economico (è stato stimato nell'equivalente di 2 punti di PIL un
  recupero di efficienza del 10% nella PA);
­ ma anche per la speciale configurazione dei caratteri
  dominanti dell'impresa privata italiana (modesta dimensione,
  proprietà familiare, vocazione all'esportazione, concentrazione
  nel manifatturiero e nei segmenti medi di valore, elevati costi dei
  fattori, etc.).
Ciò rende strategico il ruolo dei beni e servizi
pubblici offerti, in termini di quantità disponibili, qualità,
costo, non meno che di coerenza/adeguatezza con la
domanda.
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                    PREMESSA

Per tracciare le traiettorie di un rapido ed efficace
programma di risanamento, ristrutturazione e
rilancio della macchina pubblica italiana, bisogna
muovere da alcuni presupposti condivisi:
  1. la dotazione di capitale umano della nostra Pubblica
     Amministrazione;
  2. i livelli retributivi allineati al settore privato;
  3. la produttività media dei dipendenti pubblici e l'efficienza
     media delle organizzazioni pubbliche;
  4. il deficit competitivo;
  5. la mancanza della figura del datore di lavoro.



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                  PREMESSA


1. La dotazione di capitale umano della nostra
    Pubblica Amministrazione è mediamente
    adeguata e addirittura, comparata a quella
    disponibile nel settore privato, migliore per
    alcune voci significative: tassi di scolarità,
    presenza femminile e distribuzione
    "orizzontale" delle competenze (restano
    preoccupanti l'età mediamente elevata e la
    scarsa apertura internazionale).


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                  PREMESSA

2. I livelli retributivi sono allineati al settore
   privato (soprattutto per le posizioni
   professionali d'ingresso) e contrassegnati da
   una dinamica di crescita più favorevole (a
   fronte di ciò l'attuale posizionamento
   economico-normativo dei dipendenti pubblici è
   caratterizzato da nessun rischio
   occupazionale, bassa mobilità e una quasi
   automatica progressione di carriera, materia di
   una vera condizione di privilegio nei confronti
   dei dipendenti privati, che in più scontano
   crescenti e assai elevati rischi occupazionali,
   instabilità professionale e carriera retributiva
   molto meno garantita).
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                   PREMESSA



3. La produttività media dei dipendenti
    pubblici e l'efficienza media delle
    organizzazioni pubbliche sono assai basse,
    non solo rispetto alle migliori prassi
    consolidate nei Paesi occidentali nostri
    competitor, ma anche e soprattutto rispetto agli
    indici di funzionamento del settore privato.



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                       PREMESSA

4.   Il deficit competitivo comparato deriva sia da
     regole sia da forme organizzative inadeguate: è,
     infatti, soprattutto l'improprietà dei modelli adottati che
     genera i noti effetti perversi sulla distribuzione delle
     risorse (p.es.: il 50% ca. del personale è addetto ad
     attività estranee alla missione istituzionale
     dell'Amministrazione di appartenenza, ed è invece
     dedicato ad attività di back-office, funzionali alla mera
     sopravvivenza "definalizzata" dell'Amministrazione
     stessa; la produttività della PA nelle sedi al Sud è la
     metà di quelle al Nord; le sedi centrali delle
     Amministrazioni assorbono elefantiache quantità di
     personale rispetto a quelle distribuite nel territorio, con
     una proporzione 3 volte peggiore che nel privato; etc.).
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                        PREMESSA

5.   Occorre introdurre nel lavoro pubblico la figura del
     datore di lavoro a cui sia possibile imputare l'eventuale
     responsabilità di un "fallimento" dell'Amministrazione,
     analogamente a quanto avviene per il fallimento
     civilistico nel settore privato.
     Se nelle aziende private un imprenditore non sa gestire la
     sua azienda e non è capace di impartire le giuste direttive ai
     collaboratori, né di controllare se sono capaci di assicurare
     la salute economica e lo sviluppo all'impresa, questa va in
     fallimento o in amministrazione controllata, e si portano i
     libri in tribunale. L'imprenditore paga di persona. Lo
     stesso deve avvenire, in termini politico-amministrativi,
     per le Amministrazioni pubbliche.
     Oggi, almeno gli enti locali possono essere commissariati e
     i loro organi eletti possono essere sciolti, ad esempio nel
     caso estremo in cui si hanno prove di infiltrazioni mafiose.
     Ma per lo stato centrale non valgono neanche queste
     regole estreme.
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                   PREMESSA


Occorre, quindi, stabilire il principio della responsabilità
datoriale (politica e amministrativa) anche nel pubblico.
Manca ancora, e noi vogliamo costruirla, la figura del
datore di lavoro politico-amministrativo, che in base
alla legge impartisce le direttive ai dirigenti pubblici. Il
ministro, il governatore, il sindaco debbono sapere che se il
ministero, la regione, il comune non manterranno gli
obiettivi finanziari e produttivi su cui si sono impegnati,
saranno obbligati ad ammettere le loro responsabilità e,
al limite, anche a dimettersi dall'incarico.
In questo modo si potrà stabilire una piena analogia con
l'impresa privata e si potranno introdurre criteri non
occasionali per la selezione, nella classe politica, di buoni
amministratori. Criteri che fino a questo momento sono
mancati al Paese.

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                        PREMESSA

     Sulla base di questi presupposti, è necessario
     convergere su alcune linee-guida di
     carattere culturale:
a)   la necessità di un passaggio dalla cultura del
     procedimento a quella del provvedimento, da quella
     dell'adempimento a quella del risultato, da quella della
     funzione a quella del processo, da quella dell'autotutela a
     quella della responsabilità;
b)   l'urgenza di una profonda revisione dei processi
     produttivi delle amministrazioni, con l'obiettivo di
     ottenere risparmi economici e una migliore
     soddisfazione dell'interesse del cittadino-cliente;


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                        PREMESSA

c)   un progressivo e generale allineamento delle prestazioni
     delle organizzazioni pubbliche sia ai top performer
     esistenti, sia ai benchmark internazionali più evidenti e
     più affidabilmente mutuabili;
d)   l'indispensabilità di estendere le aree della gestione a
     concetti, indirizzi e pratiche analoghi a quelli presenti
     nel privato in termini di autonomia, economicità e
     delegificazione della gestione;
e)   la trasformazione dell'attuale modello di relazioni
     industriali, a vocazione difensiva e consociativa, in un
     modello a vocazione propulsiva e partecipativa
     (partnership sociale) nella riorganizzazione delle
     amministrazioni e della gestione delle risorse umane ai fini
     del risultato;
f)   l'utilizzo in via primaria e fondamentale della risorsa
     umana, delle sue competenze professionali, delle sue
     motivazioni e delle sue capacità relazionali e organizzative.
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                   PREMESSA

Nella PA italiana esiste un bacino di produttività latente
e inespressa, straordinario per intensità di dimensione e
per facilità di accesso, il cui utilizzo è compito immediato
e primario del Governo, delle parti sociali, delle
categorie economiche, dell'intera società civile.
Da un lato si può prudenzialmente stimare che esso ­ in un
orizzonte temporale di medio periodo (3-5 anni) ­ sia
attingibile nella misura del 20%, generando un recupero
di risorse economiche pari a ca. 40 mld  senza
lacerazioni sociali od occupazionali (attraverso il blocco
del turnover e la copertura di bisogni pubblici oggi non
presidiati).
Dall'altro, si può prevedere che una netta accelerazione
dei livelli di efficienza della macchina pubblica generi a
sua volta un poderoso effetto booster sul settore
privato, che oggi sconta nel suo sistema di costi un
implicito onere di "inefficienza burocratica" gravoso e iniquo.
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1. INTERVENTO LEGISLATIVO
      PER OTTIMIZZARE LA
  PRODUTTIVITA' DEL LAVORO
1. INTERVENTO LEGISLATIVO PER OTTIMIZZARE
        LA PRODUTTIVITA' DEL LAVORO

  E' indispensabile qualificare, migliorare e rafforzare
  l'insieme dei beni e servizi pubblici prodotti, al fine di
  raggiungere nell'arco di 3-5 anni gli standard
  internazionali in termini di rapidità dei processi
  amministrativi e qualità degli stessi beni e servizi
  offerti.
  Dobbiamo, pertanto, introdurre, nell'organizzazione
  delle pubbliche amministrazioni, sistemi di selezione,
  valutazione e gestione improntati al merito e alla
  trasparenza anziché all'anzianità e alle pressioni di forze
  politiche e sindacali.
  Riconoscere e premiare chi vale e si dà da fare e
  sanzionare chi non fa il proprio dovere favorirà
  l'innalzamento della produttività di tutto il settore
  pubblico, affinché i cittadini ricevano servizi migliori e
  in tempi più rapidi.
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 1. INTERVENTO LEGISLATIVO PER OTTIMIZZARE
         LA PRODUTTIVITA' DEL LAVORO

Le direttrici sono cinque:
1. riconoscere e premiare il merito;
2. potenziare e valutare con criteri moderni e
    trasparenti l'operato del personale delle
    amministrazioni pubbliche;
3. ridefinire diritti e doveri del dipendente pubblico,
    restituendo dignità e prestigio a questo ruolo e
    consentendo di sanzionare chi lo svilisce con un
    comportamento scorretto;
4. rivalutare il ruolo e i compiti del dirigente pubblico;
5. potenziare la funzionalità delle amministrazioni
    attraverso la contrattazione collettiva e integrativa
    anche al fine di consentire la riorganizzazione dei
    luoghi di lavoro in accordo con i modelli
    dell'organizzazione del lavoro ad alta performance.
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 1. INTERVENTO LEGISLATIVO PER OTTIMIZZARE
         LA PRODUTTIVITA' DEL LAVORO

1. Merito e premialità
       In questo momento esiste una elevata recettività da parte di un
       gran numero di italiani a far sì che un nuovo "circolo virtuoso
       del merito" si espanda e si estenda a tutta la nostra società. Il
       sistema migliore per creare una società meritocratica, fino a
       prova contraria, è il libero mercato che diventa, quindi, il
       contesto essenziale dove l'individuo viene misurato in base ai
       suoi risultati.
       Ma nessuna società può divenire meritocratica senza uno
       Stato che goda della fiducia dei cittadini e sia esso stesso
       un simbolo del merito.
       Solo una pubblica amministrazione meritocratica può avere
       la credibilità e la forza per immettere meritocrazia negli altri
       fondamentali motori dell'ascensore sociale e delle pari
       opportunità. Uno straordinario miglioramento del livello di
       servizio pubblico deve essere uno dei pilastri della nuova
       "politica del merito".

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1. INTERVENTO LEGISLATIVO PER OTTIMIZZARE
        LA PRODUTTIVITA' DEL LAVORO


   In tale ambito, saranno individuati sistemi di misurazione e
   valutazione delle organizzazioni pubbliche diretti a rilevare la
   corrispondenza dei servizi e dei beni resi ad oggettivi standard
   di qualità rilevati anche a livello internazionale, nonché stabilire
   percentuali minime di risorse finanziarie da destinare al
   merito e alla produttività.
   Il bilancio di ciascuna amministrazione deve assumere un
   ruolo fondamentale, non solo ai fini giuridico-contabili, ma per
   valutare l'efficienza complessiva dell'amministrazione
   stessa.
   I risparmi di gestione potrebbero essere utilizzati per
   premiare dirigenti e impiegati (si pensi, ad es. ai consumi di
   carta ed energia, ai risparmi ottenibili attraverso la raccolta
   differenziata della carta ecc.).



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 1. INTERVENTO LEGISLATIVO PER OTTIMIZZARE
         LA PRODUTTIVITA' DEL LAVORO

2. Valutazione del personale
       Saranno definiti precisi e obiettivi sistemi di misurazione e
       valutazione delle organizzazioni pubbliche, in grado di
       rilevare se i servizi resi ai cittadini sono improntati a standard di
       tempestività e qualità definiti anche a livello internazionale; lo
       scopo è valorizzare l'impegno e la professionalità dei singoli e
       delle strutture di appartenenza.
       La valutazione del personale deve essere, unitamente al
       riconoscimento del merito e agli incentivi, e alla soddisfazione
       dei cittadini e dello stesso personale per il proprio lavoro e per
       l'organizzazione del processo produttivo cui partecipa, il volano
       per un'amministrazione pubblica produttiva ed efficiente.
       I risultati della valutazione delle singole amministrazioni
       dovranno essere resi pubblici e trasparenti mediante i siti
       internet, ai quali i cittadini potranno rivolgersi per avanzare
       proposte di miglioramento e segnalare eventuali difetti e
       disservizi.

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 1. INTERVENTO LEGISLATIVO PER OTTIMIZZARE
         LA PRODUTTIVITA' DEL LAVORO

3. Dirigenza
       Il dirigente deve diventare il cardine della manovra
       di miglioramento della produttività e della qualità
       dei servizi. Le norme previste tendono a trasformare
       il dirigente pubblico in un vero manager, reso il più
       possibile autonomo nell'uso delle risorse umane e
       finanziarie, attribuendogli precise ed ampie
       competenze in materia di organizzazione degli uffici
       e dei servizi.
       La valutazione della dirigenza deve essere il primo
       tassello dell'intero sistema di valutazione di tutto il
       personale. Una delle conseguenze più importanti
       della nuova valutazione dovrà essere un'effettiva
       differenziazione delle retribuzioni di risultato dei
       dirigenti sulla base esclusiva del merito.
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1. INTERVENTO LEGISLATIVO PER OTTIMIZZARE
        LA PRODUTTIVITA' DEL LAVORO

   Al dirigente sarà anche assegnato il compito di
   vigilare sulla effettiva produttività dei
   collaboratori che gli saranno assegnati, e sarà
   considerato responsabile delle violazioni
   disciplinari che non segnalerà tempestivamente.
   Viene anche prevista una specifica ipotesi di
   responsabilità del dirigente nel caso di omessa
   vigilanza sulla effettiva produttività delle risorse
   umane assegnate.
   Un ulteriore importante principio sarà quello di
   rivedere in senso meritocratico la disciplina
   dell'accesso alla dirigenza, anche a quella di prima
   fascia. L'applicazione di questo principio sarà reso
   più facile dall'adozione di un sistema regolare di
   valutazione (almeno semestrale).
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 1. INTERVENTO LEGISLATIVO PER OTTIMIZZARE
         LA PRODUTTIVITA' DEL LAVORO

4. Definire diritti e doveri del dipendente pubblico
      Per rendere più efficienti gli uffici pubblici occorre
      anche combattere la scarsa produttività e
      l'assenteismo.
      Questo si può ottenere attraverso
      un'organizzazione più flessibile e attenta alla
      collocazione produttiva dei dipendenti; ma si
      rende anche necessario modificare la disciplina delle
      sanzioni e della responsabilità nell'ambito del
      rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici.
      In particolare, bisognerà semplificare e accelerare le
      fasi dei procedimenti disciplinari, con particolare
      riferimento a quelli per le infrazioni di minore gravità.
                                                              22
 1. INTERVENTO LEGISLATIVO PER OTTIMIZZARE
         LA PRODUTTIVITA' DEL LAVORO

5. Potenziare la funzionalità delle amministrazioni
     attraverso la contrattazione collettiva e
     integrativa
     Saranno previste una serie di misure volte ad
     accelerare le procedure di contrattazione, al fine
     di evitare i cronici ritardi degli anni passati. In
     particolare si prevede:
      ·   una riduzione dei comparti di contrattazione;
      ·   revisione della durata dei CCNL in linea con il settore
          privato;
      ·   individuazione di criteri di regolazione della
          contrattazione di secondo livello al fine di consentire il
          pieno raccordo con la situazione economica e finanziaria
          dell'Ente e con il rendimento complessivo
          dell'amministrazione;

                                                                       23
1. INTERVENTO LEGISLATIVO PER OTTIMIZZARE
        LA PRODUTTIVITA' DEL LAVORO

   ·    riordino dell'ARAN in modo da garantire una rapida, e
        possibilmente, una simultanea definizione dei
        Contratti;
   ·    potenziamento del potere di rappresentanza delle
        regioni e delle autonomie locali e revisione del sistema
        della contrattazione anche in vista del federalismo
        fiscale;
   ·    introduzione di una clausola di salvaguardia relativa
        alla durata dei contratti in caso di esubero della spesa
        dei CCNL.
   Si prevede anche di rafforzare l'autonomia e la
   responsabilità del datore di lavoro pubblico nella
   gestione delle risorse umane, riconoscendogli
   competenza esclusiva in materia di valutazione del
   personale, progressione economica, riconoscimento
   della produttività e mobilità.

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2. RIORGANIZZAZIONE DELLE
  PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
2. RIORGANIZZAZIONE DELLE PUBBLICHE
          AMMINISTRAZIONI

 Parallelamente alla riforma del lavoro
 pubblico, occorrerà intervenire con misure,
 normative e non, dirette a razionalizzare
 l'organizzazione delle Pubbliche
 Amministrazioni e a sviluppare una forte
 accelerazione dell'innovazione tecnologica.
 Le azioni si muoveranno su quattro punti
 principali.
  1. Mobilità delle funzioni.
  2. Qualità e Customers' satisfaction.
  3. Utilizzo ottimale degli immobili.
  4. Sponsorizzazioni e project financing.

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         2. RIORGANIZZAZIONE DELLE
         PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
1. Mobilità delle funzioni
      Le attribuzioni delle amministrazioni centrali sono definite per
      legge. Tuttavia, spesso occorre adattare i moduli
      organizzativi deputati all'erogazione di prestazioni e servizi e,
      al tempo stesso, concentrare le singole amministrazioni
      sulle funzioni che si ritengano essenziali. Ciò richiede un
      processo di riallocazione delle funzioni tra amministrazioni
      (e tra i livelli di governo centrale e locale) nonché tra
      amministrazioni e privati, secondo un modulo possibile che
      possa prescindere dall'intervento legislativo.
      Principi-guida di tale processo sono:
        ·     la sussidiarietà, orizzontale e verticale;
        ·     la mobilità delle funzioni;
      anche al fine di assicurare una maggiore creatività, innovatività
      e autonomia del lavoro pubblico, la possibilità di carriere
      indipendenti da raccomandazioni e anzianità,
      un'amministrazione più intelligente e più colta, una maggiore
      soddisfazione dei lavoratori e una più efficace partnership
      sociale.                                                          27
         2. RIORGANIZZAZIONE DELLE
         PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
2. Qualità e Customers' satisfaction
       E' necessario migliorare la qualità dei servizi pubblici
       promuovendo la gestione orientata al miglioramento continuo, la
       adozione di standard, la misurazione della soddisfazione ed il
       benchmarking.
       Sarà incentivato il ricorso a modelli di eccellenza, basati su
       autovalutazione e miglioramento continuo, in linea con indirizzi
       europei (CAF-Common Assessment Framework) nelle
       amministrazioni statali e non; sarà data attuazione all'art.11
       d.legs 286/99 per la definizione di standard di qualità nei servizi
       pubblici; sarà promossa la adozione di strumenti per la
       misurazione ed il miglioramento della soddisfazione dei servizi
       pubblici on line ed in presenza; saranno valorizzate e
       disseminate le pratiche di eccellenza anche attraverso premi di
       rilevanza nazionale, saranno attivate iniziative di benchmarking
       tra amministrazioni.



                                                                        28
         2. RIORGANIZZAZIONE DELLE
         PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
3. Utilizzo ottimale degli immobili
        Occorre consentire negli immobili pubblici attività
        aggiuntive rispetto a quelle cui è destinato l'immobile in via
        primaria. Ciò consente di fornire servizi collegati tra loro
        all'utenza e di utilizzare anche risorse umane che si rendano
        disponibili, previa corresponsione di forme di retribuzione.
4. Sponsorizzazioni e project financing
      Saranno previste misure volte a favorire e incrementare le
      iniziative di sponsorizzazione e di finanziamento di
      progetto, già consentite dalla legge, con una loro
      programmazione da parte delle amministrazioni dello Stato. Ciò
      consentirà l'utilizzo di risorse finanziarie per le seguenti
      priorità: maggiori entrate, nuove disponibilità finanziarie da
      destinare a nuova occupazione anche temporanea,
      incremento degli stanziamenti destinati a incentivare
      produttività del personale e dei dirigenti.
      La sponsorizzazione potrà essere utilizzata anche per le finalità
      dell'utilizzo ottimale degli immobili.
                                                                      29
 2. RIORGANIZZAZIONE DELLE
 PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
Inoltre, sulla base delle migliori esperienze
nazionali e internazionali di razionalizzazione dei
servizi pubblici, vanno in particolare predisposte e
implementate due diverse tipologie di piani di
azione (non necessariamente legislativi),
rispettivamente orientate a:
a)   l'una, conseguire recuperi strutturali di
     efficienza, attraverso la riduzione degli overhead, la
     ristrutturazione delle missioni operative e dei relativi
     processi, la razionalizzazione e la concentrazione
     dei livelli e delle strutture organizzative, accorciare
     la catena decisionale (diminuire il numero dei
     dirigenti, favorire l'ingresso di nuove professionalità
     polifunzionali di supporto al dirigente);
b)   l'altra, conseguire benefici one-shot di cassa,
     attraverso la dismissione di quote inessenziali del
     patrimonio o del business.
                                                            30
          2. RIORGANIZZAZIONE DELLE
          PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
La prima tipologia di piani sarà articolata lungo le seguenti linee di
       intervento:
    I.    significativa contrazione delle mere attività di supporto e back-
          up alle attività istituzionali delle Amministrazioni, attraverso la
          loro concentrazione in poli specialistici di eccellenza
          (amministrazione del personale, selezione del personale e
          organizzazione dei concorsi, contabilità, tesoreria, patrimonio e
          acquisti, comunicazione non strategica, ecc.), unificati presso
          l'Amministrazione ­ o più amministrazioni ­ che assolvono detti
          compiti nel modo più efficace.
    II.   Generale riconfigurazione di tutti i processi organizzativi alla
          luce della loro diretta riconducibilità alle missioni istituzionali
          (logica pull e non push), eliminando ogni fase non connotata da
          adeguato valore aggiunto attraverso la re-ingegnerizzazione
          focalizzata del flusso procedimentale e amministrativo. Il saving può
          essere prudenzialmente individuato nel 20% dei costi generali di
          funzionamento: e può pertanto essere assegnato alle
          Amministrazioni come obiettivo obbligatorio di miglioramento nel
          triennio.


                                                                             31
       2. RIORGANIZZAZIONE DELLE
       PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
III.   Allineamento progressivo delle prestazioni di tutte le articolazioni
       organizzative delle Amministrazioni ai top performer interni censiti
       come tali.
IV.    Revisione delle politiche d'acquisto di beni e servizi, secondo le
       logiche e i modelli del strategic sourcing. Si penalizzeranno quelle
       amministrazioni che non provvedono (a titolo di esempio):
         ­    all'acquisto di energia mediante l'individuazione delle migliori offerte;
         ­    all'acquisto delle TLC mediante l'individuazione delle migliori offerte;
         ­    all'adozione di programmi di dematerializzazione;
         ­    alla raccolta differenziata della carta;
         ­    ...
         ­    ...
Trasformazione, pur mantenendone la proprietà in mano pubblica,
      degli Enti e Istituti a vocazione economica, a cominciare da
      quelli previdenziali e assicurativi, in società per azioni o Agenzie, al
      fine di conseguire i relativi benefici, sia in termini di riduzione dei
      costi di funzionamento sia di semplificazione e fluidificazione dei
      modelli di gestione e di prossimità al cliente/utente. Alcune
      amministrazioni possono finanziarsi, almeno in parte, vendendo
      servizi collaterali alla propria attività istituzionale, a prezzi di
      mercato.
                                                                                     32
          2. RIORGANIZZAZIONE DELLE
          PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
La seconda tipologia di azioni sarà concentrata sulle
     seguenti attività:
   I.     dismissione delle quote residue dei patrimoni immobiliari delle
          Amministrazioni e degli Enti ancora inutilizzate o
          insufficientemente utilizzate, nonché dei titoli azionari od
          obbligazionari non pubblici ancora detenuti dagli Enti; cessione
          delle attività non-core, di fatto costituite in "rami d'azienda"
          improduttivi, degli Enti;
   II.    razionalizzazione delle sedi e degli uffici periferici delle
          Amministrazioni e degli Enti, concentrando, accorpando e
          unificando i presidi sui territori, qualificandone la logistica e
          riformandone il lay out alla luce dei nuovi standard internazionali e
          alle migliori prassi di organizzazione del lavoro e di relazione con i
          clienti;
   III.   re-ingegnerizzazione della presenza delle sedi e dei servizi sul
          territorio, superando la logica del presidio "fisico" delle aree
          periferiche, attraverso il rafforzamento delle relazioni ­ sia Business
          to Business, sia Business to Consumers ­ telematiche e telefoniche
          con i clienti e attraverso l'attivazione di sinergie in convenzione con
          altri attori (p.es. Poste, banche) presenti in modo distribuito e
          diffuso sul territorio nazionale, e conseguentemente dismettendo le
          sedi "minime" (sotto i 20/30 addetti).                                 33
 3. RUOLO STRATEGICO DELLA
DIGITALIZZAZIONE DELLA PUBBLICA
        AMMINISTRAZIONE
3. RUOLO STRATEGICO DELLA DIGITALIZZAZIONE
      DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


 Il Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) ha
 definito il quadro di diritti dei cittadini e delle modalità da
 parte delle PP.AA. di utilizzare le nuove tecnologie. Il
 Sistema Pubblico di Connettività (SPC) rappresenta
 una parte consistente del piano di attuazione della
 normativa contenuta nel CAD.
 Negli ultimi anni, accanto alle grandi aree tradizionali di
 sviluppo informatico, previdenza e finanza, si è venuta
 sviluppando una intensa attività di realizzazione di
 progetti di digitalizzazione, sovente sperimentali, che
 hanno interessato una molteplicità di
 amministrazioni sia centrali che periferiche.
 Tale intensa attività, che ha comportato costi ingenti, è
 stata generalmente scoordinata e disordinata con
 sprechi e duplicazioni.
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3. RUOLO STRATEGICO DELLA DIGITALIZZAZIONE
      DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


 E' significativo osservare come solo una piccola percentuale dei
 servizi on-line della Pubblica Amministrazione ­ circa il 17% di
 quelli della PAC secondo la Relazione 2007 del CNIPA ­ permetta
 di concludere in rete l'intero iter della procedura. I risultati sono
 stati generalmente scarsi, sia sotto il profilo del back-office, sia
 soprattutto sotto quello del front-office: poco è stato percepito dal
 cittadino, ancor meno di effettivamente utile.
 Ciò è dovuto alla mancanza di una effettiva "cabina di regia", alla
 scarsa cultura del risultato all'approccio generalmente poco
 orientato alle esigenze del cittadino-cliente, in una parola alla
 debolezza della committenza.
 Occorre porre rimedio urgente a questo stato di cose, a partire
 dai soggetti che fanno parte del Ministero, Dipartimento
 Innovazione e Tecnologie (DIT) e Centro Nazionale per
 l'Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA), che sono gli
 strumenti fondamentali dell'azione di digitalizzazione della PA,
 riordinandone attività e competenze e rilanciandone il ruolo di
 "cabina di regia" del processo di ammodernamento
 tecnologico della pubblica amministrazione.
                                                                  36
3. RUOLO STRATEGICO DELLA DIGITALIZZAZIONE
      DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


 Il Ministro utilizzando gli strumenti ad oggi disponibili
 (una Rete unica di Nuova Generazione tra le più
 avanzate d'Europa), sia normativi che infrastrutturali
 e tecnologici, darà concreta attuazione ai seguenti
 principi guida:

  1.   Raggiungere la piena condivisione e interoperabilità
       tra le banche dati delle diverse amministrazioni centrali
       e locali. L'amministrazione potrà in tal modo essere
       unica davanti a ogni cittadino e ad ogni impresa.
  2.   Non potranno più essere richiesti ai cittadini e alle
       imprese dati che sono già in possesso delle
       amministrazioni pubbliche, pertanto la modalità one-
       stop-shop dovrà diventare pratica generalizzata .


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3. RUOLO STRATEGICO DELLA DIGITALIZZAZIONE
      DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


  3.   Al cittadino dovrà essere garantito un unico strumento di
       accesso ai servizi, valido sia ai fini sanitari che fiscali (il
       codice identificativo personale).
  4.   Qualunque servizio accessibile in forma digitale non dovrà
       più essere erogato in formato cartaceo.
  5.   Le amministrazioni aboliscono l'uso della carta
       (dematerializzazione).
  6.   Un sistema di call center guiderà il cittadino e le imprese
       all'uso dei nuovi servizi.
  7.   I cittadini avranno a disposizione attraverso un sistema di reti
       amiche i servizi pubblici in condizioni di prossimità ed
       amicalità. A questo scopo verranno messe in competizione e
       sovrapposizione tra loro le reti di massima capillarità.




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CONCLUSIONI
              CONCLUSIONI

L'insieme delle misure del Piano industriale deve
saper parlare a tutti i dipendenti pubblici:
 ·   rinnovare la loro missione e il loro impegno,
 ·   migliorare le loro performance e, contestualmente,
     la loro remunerazione,
 ·   evidenziarne la valenza di servizio alla Repubblica
     e alla democrazia,
 ·   saper suscitare energie e speranze per
     l'innovazione e per il futuro.
Le amministrazioni pubbliche devono tornare ad
essere strumenti essenziali per la crescita civile,
sociale ed economica del paese.


                                                     40
               CONCLUSIONI


Il Ministro intende dare attuazione a questo piano non
solo attraverso la migliore normativa esistente, ma
anche attraverso i rilevanti strumenti operativi di cui già
dispone:
 ·     i Dipartimenti (Funzione pubblica e Innovazione),
 ·     Scuola superiore della Pubblica
       Amministrazione,
 ·     CNIPA,
 ·     ARAN e
 ·     FORMEZ.
Il piano industriale prevede, pertanto, la rivisitazione
e il rinnovamento delle missioni di questi Enti,al fine
di dare piena attuazione alle presenti linee guida.
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